Amore e Psiche

INTERVISTA A VIVIANNE BERTRAND (pittrice)

Un tuo grande desiderio?
La libertà.
Pensi esista un aldilà?
Assolutamente no. Almeno nel senso insegnato dalla religione. Quando una persona muore il complesso fisico-mentale dei suoi componenti si dissolve completamente. Ma in un'altra prospettiva c'è sempre un aldilà; ci sono tanti modi diversi di fare esperienze, di vedere il mondo, di sentire le cose. Non c'è niente di definitivo. Ci sono tanti aldilà.
Quella che secondo me è l'esperienza più giusta, e che ho sperimentato e che vedo, è quella raccontata nel buddhismo e nell'induismo, qundo parlano di diversi regni: penso ci siano persone che vivono nel regno degli spiriti affamati, altri che vivono nell'inferno, altri ancora che vivono nel paradiso. Qui, adesso, durante la loro vita umana. Magari vivono nella stessa casa ma ognuno vive in un regno diverso.
Quanto di quello che ti accade dipende da te?
Tutto quello che mi accade dipende da me. Se non sono cosciente di questo peggio per me.
Cos'è la bellezza?
L'espressione della dimensione del cuore. Forse ha la funzione di uno specchio: ti fa andare incontro a qualcosa che non ti rendi conto essere tu stesso.
Pratichi una qualche forma di meditazione?
Sì.
Cosa rappresenta per te?
E' come una festa.
Quale importanza ha la vita religiosa per te?
Riconosco la sua funzione e la sua importanza: vedo che c'è un piacere nel ritrovarmi con altre persone; io mi sento commossa quanto mi ritrovo in un certo ambiente e sento che le persone si aprono a un qualcosa; quando si fa silenzio e c'è una sensibilità particolare. Sono commossa e mi fa piacere partecipare. Però, appena cominciamo a riflettere e a parlare, vedo che l'essenziale è perso.
Il valore di riferimento per te più importante?
La libertà e la bellezza. E ultimamente l'armonia: nella pittura così come con le persone.
Perché la condizione di innamorato è così diversa da quella ordinaria?
Perché il cuore è completamente aperto, perché non ci sono i limiti, non c'è più la separazione.
Qual è il fine dell’umanità?
Ultimamente penso che siamo uno sbaglio della natura, che non ce la faremo mai. Facciamo tanti danni, forse è meglio se scompariamo il più presto possibile.
Cos’è la coscienza?
Penso sia una risposta alle condizioni dell'ambiente, su cui poi noi poggiamo la sovrastruttura dell'io e costruiamo una storia che penso sia assolutamente inutile e molto penosa, di cui sbarazzarsi il più presto possibile.
Cos’è la preghiera?
E' una forma di raccoglimento e sincerità con se stessi.
A quale ambiente naturale potrebbe somigliare la tua anima?
Un bosco sotto la neve.
Che cosa potrebbe rendere felici le persone?
L'amore. Nel senso di essere capaci di amare.
Quanto ti senti libera?
Sempre di più.
Cosa è sacro per te?
La sensibilità, il cuore; che è maltrattato e violentato in tutti i modi possibili.
A cosa serve il dolore?
Un segnale che c'è qualcosa che non va. Che qualcosa non è in armonia.
Che cosa ti renderebbe felice?
Ma io sono felice!
Quanto è determinante l’influenza dei genitori?
Molto. E' tutta una storia da capire, da sbrogliare.
Che effetto ti fa il silenzio?
Come il miele, qualcosa di delizioso.
Se la tua anima fosse un’animale quale sarebbe?
Una volta un tibetano mi fece l'oroscopo e mi disse che, prima di nascere donna in questa vita, ero stata un cervo. Ed è vero che mi piacciono i caprioli che ci sono qui, però non penso che la mia anima sia un capriolo.
Perché esiste l’universo?
Perché lo faccio apparire.
Cos’è il male?
Una schifezza. Un gran problema. Secondo me il male esiste solo nella dimensione umana: è una creazione umana. E' una sofferenza indurita, che passa per il mentale, che viene manipolata.