Carl Gustav Jung   Fondatore della psicologia analitica
(Kesswill, Svizzera 1975 – Bollingen, Svizzera 1961)
Attraverso gli studi di medicina, Jung si avvicina alla psichiatria e scopre la psicoanalisi di Sigmund Freud, della quale diviene sostenitore. Per alcuni anni è uno dei suoi allievi prediletti. Presto tuttavia appaiono le prime divergenze tra i due, e nel 1912 il loro rapporto si interrompe. Da questo momento Jung inizia a elaborare un nuovo metodo, la “psicologia analitica”, che si caratterizza, rispetto alle teorie freudiane, per una maggiore apertura verso gli elementi non razionali della psiche. Uomo di grande cultura, Jung studia a fondo il materiale mitologico, letterario e religioso di tutti i tempi e di tutti i paesi. Viaggia in Africa, in India, nel Nord America ed entra in contatto con numerose popolazioni, di cui studia i miti, i riti e le abitudini. E’ infatti convinto che esista, oltre all’inconscio personale del singolo individuo, anche un “inconscio collettivo”, comune agli uomini di tutti i tempi. Nelle teorie junghiane un ruolo fondamentale è rivestito dagli “archetipi”, che Jung chiama “immagini originarie”. Gli archetipi sono una sorta di modello, presente in maniera innata nella psiche umana. Ai viaggi e all’elaborazione della psicologia analitica, Jung affianca un’intensa attività terapeutica, nei pressi di Zurigo, dove fonda l’Istituto che porta il suo nome e dove si fa costruire una torre, luogo di libertà e di riflessione.