Bardo Thodol   Guida ai regni oltremondani
(Padma Sambhava, VIII-IX secolo d.C.)
Il “Libro dei morti tibetano", il cui titolo originale è Bardo Thodol (Ascolto per la grande liberazione) è considerato una guida per i morti che si trovano della condizione di orientarsi nei Regni Oltremondani. In realtà è un libro per i vivi, perché insegna a conoscere l'essenza segreta della nostra mente. Per il buddismo tibetano, infatti, tutto è mente, e nulla esiste al di là della mente. La nostra vita è una pura illusione prodotta da una mente che gioca con se stessa. Quando il corpo muore, libera tutto il materiale che ha accumulato e sperimentato da vivo. L'incoscio prende il predominio: le estasi e gli incubi descritti nel "Libro tibetano dei morti" consistono in questo materiale che esplode. Il ”Bardo Thodol” fu composto dal grande maestro Padma Sambhava, nell'VIII o nel IX secolo, per i buddhisti indiani e tibetani. Fu da questi nascosto per un'era a venire e ritrovato nel XIV secolo da Karma Lingpa. Il libro interpreta le esperienze dello stato intermedio (in tibetano bar-do), di solito riferito alla condizione tra la morte e la rinascita.